Per anni ti convinci di essere sulla strada giusta ma, giri e rigiri, ti ritrovi sempre al solito bivio...
E dopo tempo che cammini cominci a soffrire la fame e la sete, e ti rendi conto che un pò per volta stai morendo dentro, che devi assolutamente trovare quella strada se vuoi continuare a "vivere".
Un labirinto di pensieri, di convinzioni, di speranze, di progetti... e pian piano li lasci cadere lungo il tragitto, come sassi bianchi che riflettono la luce del sole, sperando ti possano ricondurre all'uscita di questo buio sentiero... ma non è così purtroppo...
Poi un giorno, camminando senza guardare, tiri un calcio ad un sassolino più scuro, lo guardi rotolare davanti a te, libero come tu non riesci ad essere e riesci a cogliere il fascino di una bellezza che non fa parte dell'ordinario...
Eppure per quanto ti incuriosisca, rimani incerto se raccoglierlo o no, perchè ti hanno insegnato che sono i sassi bianchi quelli che, con la loro luce, ti porteranno alla salvezza e quindi alla felicità.
E se così non fosse? Voglio davvero continuare a vagare alla ricerca di una via che potrebbe non essere realmente la mia?
Rimango a guardare il sassolino, mi ci avvicino un pò per osservarlo meglio, lo sfioro con le dita cercando risposte che non può darmi, perchè le risposte sono nascoste in qualche recondito anfratto della mia psiche..
Cerco il "Coraggio di esserci", un coraggio che non sono certa di avere, che già una volta mi ha portato solo a sofferenza e dolore... ma soffrivo con la pancia piena!
Voglio davvero morire affamata e disidratata? Voglio davvero rinunciare a quel cibo chiamato Emozione?
Meglio il rimorso di aver fallito che il rimpianto di non averci provato...
Parole che vorticano nella mente, incapaci di dare conferme, ma che smuovono qualche piccolo mattone di questo immenso muro!
giovedì 21 marzo 2013
mercoledì 13 marzo 2013
ESSERE... UNA GIRAFFA!
"Devi smetterla di FARE... Limitati ad ESSERE!"
Così comincia una delle mie riflessioni sui conflitti esistenziali che mi attanagliano!
Sono sempre stata abituata a dare, a dimostrare, a rendermi disponibile, a consolare, ad ascoltare, ad aiutare, a sostenere.. abituata a fare ciò che gli altri si aspettano, per rassicurarli della loro importanza ai miei occhi!
Ma, quando un giorno, anche solo per un istante, per un motivo o per l'altro, tutto ciò manca, ecco che le persone scompaiono, perchè tu non sei più utile.
O peggio ancora, quando un giorno queste persone, per un motivo o per l'altro, cominciano a star bene, perchè si innamorano o fanno nuove consocenze, ecco che spariscono, perchè tu non sei più necessaria.
Poco importa se TU in quel momento hai bisogno di loro, se TU ancora non stai bene, se ora servirebbe a TE un amico vicino, un appoggio, un conforto.
Inutile cercare risposte al perchè, la risposta è solo una: la gente vive di egoismo! Stan bene loro, stan bene tutti!
Questo porterebbe a pensare l'inevitabile delusione che ti prende... ma poi qualcuno ti illumina su un'altra chiave di lettura:
"Se non fai nulla puoi essere certo che chi ti sta vicino non lo fa per il proprio interesse personale, lo fa perchè realmente è riuscito a vedere ciò che sei anzichè ciò che fai... Inoltre non ti crei aspettative.. Già, perchè, quando ti prodighi per gli altri, inconsciamente ti aspetti riconoscenza e rimani deluso quando questa viene a mancare... Se non fai nulla non ti aspetti nulla e tutto ciò che arriva è un di più.."
Facile a dirsi, meno facile a farsi, soprattutto per chi di indole è portato a "dare"...
Ma forse sta proprio in questo la legge di Darwin, dell'evoluzione naturale: nella capacità di modificare la propria indole per garantirsi la sopravvivenza... un pò come le giraffe a cui la natura ha pian piano allungato il collo poichè non arrivavano a mangiare le foglie degli alberi e rischiavano di morire di fame!
lunedì 11 marzo 2013
DALLE STELLE ALLE STALLE
"Sei una persona qualificata, con esperienza.. non buttare via ciò che hai costruito, cerca un impiego per la tua mansione, vedrai che troverai subito"
Sono passati mesi, ed ancora nessuna risposta positiva, nessuna offerta, nessun riscontro ai colloqui fatti.
Sono passati mesi e siamo quasi agli sgoccioli... Tra poco quel misero sussidio di disoccupazione scadrà e non ci sarà più nulla di certo con cui far fronte alle spese che, al contrario, sono sempre certe!
Sono passati mesi e l'autostima, la fiducia in me stessa e nelle mie capacità sta pian piano cominciando a vacillare.
Giorno dopo giorno controllo la posta elettronica, leggo le nuove inserzioni, ne cerco altre tra i vari motori di ricerca, rispondo a tutto ciò che si può avvicinare anche solo lontanamente ad un lavoro impiegatizio... ma nulla, nessuna risposta, nessun riscontro..
Ormai la mia casella di posta contiene solo notifiche di conferma "Ti sei registrato all'offerta"
Da ieri la decisione: Non posso più permettermi di fare la difficile, non posso più aspettare che si liberi un posto impiegatizio perchè non voglio sporcarmi le mani, perchè non voglio macchiare il mio curriculum..
Io DEVO trovare un lavoro, uno qualsiasi, purchè sia onesto e duri almeno qualche mese, se proprio non è possibile trovare un indeterminato!
E così è cominciato l'invio pazzo di e-mail di vario tipo:
Agenzie di Spettacolo, Villaggi turistici, Hotel e ristoranti, Compagnie Navali... qualsiasi cosa possa darmi da lavorare con la musica...
Ma, siccome ormai ho deciso che sono pronta a tutto pur di lavorare, non mi sono limitata a quello e ho cominciato a rispondere ad annunci per Babysitter, Dogsitter, Colf...
Qualsiasi cosa pur di lavorare, pur di portare a casa la pagnotta!
Eccomi qui, un anno fa ero un'ottima impiegata commerciale e amministrativa, correvo avanti e indietro per gli uffici di un'azienda da far decollare prodigandomi quanto più potevo per la buona riuscita del progetto, mi sentivo apprezzata e gratificata, ero felice ed appagata dal mio lavoro.
Ma era uno specchietto per le allodole... A distanza di un anno sono una delle tante disoccupate che cercano il modo per tirare la fine del mese, a cui la carriera o la soddisfazione professionale non interessano più, che si accontenterebbe di un lavoro qualunque in un'azienda qualunque pur di non provare quest'ansia da insicurezza economica.
E questo paese sembra non guarire da questa maledetta crisi, sembra non riuscire a trovare il modo per farci spiegare le ali e riprovare a volare, e tiene a terra tutti coloro che fanno parte di questa piccionaia.
Bèh, io non mi arrendo, continuerò a provare a volare, magari prima con piccoli saltini qua e là, poi con un saltino da una parte all'altra di un fosso... e se ancora rimarrò prigioniera non rimarrà che una cosa da fare: MIGRARE!
Sono passati mesi, ed ancora nessuna risposta positiva, nessuna offerta, nessun riscontro ai colloqui fatti.
Sono passati mesi e siamo quasi agli sgoccioli... Tra poco quel misero sussidio di disoccupazione scadrà e non ci sarà più nulla di certo con cui far fronte alle spese che, al contrario, sono sempre certe!
Sono passati mesi e l'autostima, la fiducia in me stessa e nelle mie capacità sta pian piano cominciando a vacillare.
Giorno dopo giorno controllo la posta elettronica, leggo le nuove inserzioni, ne cerco altre tra i vari motori di ricerca, rispondo a tutto ciò che si può avvicinare anche solo lontanamente ad un lavoro impiegatizio... ma nulla, nessuna risposta, nessun riscontro..
Ormai la mia casella di posta contiene solo notifiche di conferma "Ti sei registrato all'offerta"
Da ieri la decisione: Non posso più permettermi di fare la difficile, non posso più aspettare che si liberi un posto impiegatizio perchè non voglio sporcarmi le mani, perchè non voglio macchiare il mio curriculum..
Io DEVO trovare un lavoro, uno qualsiasi, purchè sia onesto e duri almeno qualche mese, se proprio non è possibile trovare un indeterminato!
E così è cominciato l'invio pazzo di e-mail di vario tipo:
Agenzie di Spettacolo, Villaggi turistici, Hotel e ristoranti, Compagnie Navali... qualsiasi cosa possa darmi da lavorare con la musica...
Ma, siccome ormai ho deciso che sono pronta a tutto pur di lavorare, non mi sono limitata a quello e ho cominciato a rispondere ad annunci per Babysitter, Dogsitter, Colf...
Qualsiasi cosa pur di lavorare, pur di portare a casa la pagnotta!
Eccomi qui, un anno fa ero un'ottima impiegata commerciale e amministrativa, correvo avanti e indietro per gli uffici di un'azienda da far decollare prodigandomi quanto più potevo per la buona riuscita del progetto, mi sentivo apprezzata e gratificata, ero felice ed appagata dal mio lavoro.
Ma era uno specchietto per le allodole... A distanza di un anno sono una delle tante disoccupate che cercano il modo per tirare la fine del mese, a cui la carriera o la soddisfazione professionale non interessano più, che si accontenterebbe di un lavoro qualunque in un'azienda qualunque pur di non provare quest'ansia da insicurezza economica.
E questo paese sembra non guarire da questa maledetta crisi, sembra non riuscire a trovare il modo per farci spiegare le ali e riprovare a volare, e tiene a terra tutti coloro che fanno parte di questa piccionaia.
Bèh, io non mi arrendo, continuerò a provare a volare, magari prima con piccoli saltini qua e là, poi con un saltino da una parte all'altra di un fosso... e se ancora rimarrò prigioniera non rimarrà che una cosa da fare: MIGRARE!
domenica 10 marzo 2013
PASSO DOPO PASSO
Domenica pomeriggio, la prima giornata di un timido sole dopo un'intera settimana di pioggia, guardo fuori dalla finestra e sono combattuta tra il desiderio di uscire a fare quattro passi o il bisogno di riposare, reduce da una lunga serata canora, quella precedente, che mi ha riportata a casa alle 4.30 del mattino.
Alla fine decido per la camminata, complice il fatto di non essere sola... con me un'amica, anch'essa "single", con cui diventa sempre più piacevole parlare, chiacchierare del più e del meno, piuttosto che affrontare argomenti un pò più impegnativi, forse anche un pò "pesi".
Ci avviamo, parlando della serata precedente, delle amiche in comune, di musica, di serate, di.. di.. di..
E alla fine ci si ritrova a parlare di noi, di ciò che siamo, di ciò che dalla vita ci aspettiamo, di ciò che ci manca, di ciò che vorremmo poter cambiare, di ciò che non possiamo cambiare..
Un sacco di parole accompagnano i nostri passi...
E, come spesso accade, si finisce con il farsi delle autoanalisi, si esprimono pensieri ad alta voce, ci si espongono dubbi e domande..
Non sempre ciò che ne scaturisce sono "risposte" positive, perchè tutti sono capaci di parlare lasciandosi guidare dal buonismo, dando ragione e giustificazioni a chi sta di fronte, ma molto più dura è essere realisti e cercare la vera fonte di quei quesiti.
Il bello arriva quando chi ti sta di fronte, avendo già una vasta esperienza in tema di psicoanalisi, comincia a rispondere alle tue domande con delle altre domande... e a te non rimane che fermarti un attimo, guardarti allo specchio, scrutarti a fondo e valutare l'uragano che ti si scatena dentro!
Violenza psicologica? Sì, se non sei in grado di metterti in discussione... No, se ogni giorno lotti per trovare le risposte giuste in te e intorno a te...
Una cosa è certa, le domande sono spunti di riflessione, le riflessioni portano all'analisi, l'analisi porta al chiarimento, il chiarimento porta alle valutazioni, le valutazioni portano a decisioni, le decisioni portano a nuove situazioni, le nuove situazioni portano a nuovi stimoli...
Ma una domanda resta: Sono pronta a tutto questo?
La risposta la troverò passo dopo passo percorrendo questo nuovo cammino..
E passo dopo passo abbiamo fatto 10 Km.. meglio tornare a casa, con il nostro panierino sempre più colmo di dilemmi esistenziali.. ma forse con qualche etto di ciccia in meno!
Alla fine decido per la camminata, complice il fatto di non essere sola... con me un'amica, anch'essa "single", con cui diventa sempre più piacevole parlare, chiacchierare del più e del meno, piuttosto che affrontare argomenti un pò più impegnativi, forse anche un pò "pesi".
Ci avviamo, parlando della serata precedente, delle amiche in comune, di musica, di serate, di.. di.. di..
E alla fine ci si ritrova a parlare di noi, di ciò che siamo, di ciò che dalla vita ci aspettiamo, di ciò che ci manca, di ciò che vorremmo poter cambiare, di ciò che non possiamo cambiare..
Un sacco di parole accompagnano i nostri passi...
E, come spesso accade, si finisce con il farsi delle autoanalisi, si esprimono pensieri ad alta voce, ci si espongono dubbi e domande..
Non sempre ciò che ne scaturisce sono "risposte" positive, perchè tutti sono capaci di parlare lasciandosi guidare dal buonismo, dando ragione e giustificazioni a chi sta di fronte, ma molto più dura è essere realisti e cercare la vera fonte di quei quesiti.
Il bello arriva quando chi ti sta di fronte, avendo già una vasta esperienza in tema di psicoanalisi, comincia a rispondere alle tue domande con delle altre domande... e a te non rimane che fermarti un attimo, guardarti allo specchio, scrutarti a fondo e valutare l'uragano che ti si scatena dentro!
Violenza psicologica? Sì, se non sei in grado di metterti in discussione... No, se ogni giorno lotti per trovare le risposte giuste in te e intorno a te...
Una cosa è certa, le domande sono spunti di riflessione, le riflessioni portano all'analisi, l'analisi porta al chiarimento, il chiarimento porta alle valutazioni, le valutazioni portano a decisioni, le decisioni portano a nuove situazioni, le nuove situazioni portano a nuovi stimoli...
Ma una domanda resta: Sono pronta a tutto questo?
La risposta la troverò passo dopo passo percorrendo questo nuovo cammino..
E passo dopo passo abbiamo fatto 10 Km.. meglio tornare a casa, con il nostro panierino sempre più colmo di dilemmi esistenziali.. ma forse con qualche etto di ciccia in meno!
martedì 26 febbraio 2013
FUORI!!!!
No, non ce la faccio,è davvero troppo difficile!
Un conto è condividere spazio, luoghi, tempo, oggetti in un'esperienza come il Cammino di Santiago, dove in realtà tutto è lasciato un pò al caso, dove nulla ha una rilevanza così personale, dove gli oggetti e gli spazi non sono i tuoi..
Tutt'altro è condividere la mia casa, quella per cui da anni faccio immensi sacrifici, quella per cui ho rinunciato a una vita più "leggera" pur di tenermela, quella per cui mi sono privata di cene e aperitivi mondani pur di riuscire a pagarne il mutuo... un conto è condividere i miei oggetti, piccoli o grandi che siano: piatti, pentole, lavastoviglie, divano, tv, bagno...
Non è come pensavo, il Cammino ti dà delle lezioni, e a volte sono anche paragonabili a qualche frangente della vita reale, ma non ti insegna a vivere DAVVERO, perchè la vita reale è totalmente diversa da quella che vivi in Cammino!
Una persona sconosciuta entra nella tua casa e, senza sapere nulla di te, pretende di infilarsi nelle tue abitudini, di stravolgerle mettendo in primo piano le proprie, facendo crollare quelle poche certezze che ti eri costruita.
O forse non è il problema di chi entra e si "catapulta" con la sua realtà nella tua, forse il problema è che nella tua realtà, quella disegnata a tua immagine e somiglianza, la sua stona completamente!
Bèh, poco importa quale sia la causa, l'effetto è senza dubbio disastroso, quindi non resta che prendere una decisione: Fuori!
Fuori dal mio mondo di regole e progetti, fuori dal mio castello di carte da gioco, fuori da quel piccolo spazio che mi fa sentire IO, fuori dal mio giardino di breve ma necessaria solitudine... Fuori da casa mia!
Un conto è condividere spazio, luoghi, tempo, oggetti in un'esperienza come il Cammino di Santiago, dove in realtà tutto è lasciato un pò al caso, dove nulla ha una rilevanza così personale, dove gli oggetti e gli spazi non sono i tuoi..
Tutt'altro è condividere la mia casa, quella per cui da anni faccio immensi sacrifici, quella per cui ho rinunciato a una vita più "leggera" pur di tenermela, quella per cui mi sono privata di cene e aperitivi mondani pur di riuscire a pagarne il mutuo... un conto è condividere i miei oggetti, piccoli o grandi che siano: piatti, pentole, lavastoviglie, divano, tv, bagno...
Non è come pensavo, il Cammino ti dà delle lezioni, e a volte sono anche paragonabili a qualche frangente della vita reale, ma non ti insegna a vivere DAVVERO, perchè la vita reale è totalmente diversa da quella che vivi in Cammino!
Una persona sconosciuta entra nella tua casa e, senza sapere nulla di te, pretende di infilarsi nelle tue abitudini, di stravolgerle mettendo in primo piano le proprie, facendo crollare quelle poche certezze che ti eri costruita.
O forse non è il problema di chi entra e si "catapulta" con la sua realtà nella tua, forse il problema è che nella tua realtà, quella disegnata a tua immagine e somiglianza, la sua stona completamente!
Bèh, poco importa quale sia la causa, l'effetto è senza dubbio disastroso, quindi non resta che prendere una decisione: Fuori!
Fuori dal mio mondo di regole e progetti, fuori dal mio castello di carte da gioco, fuori da quel piccolo spazio che mi fa sentire IO, fuori dal mio giardino di breve ma necessaria solitudine... Fuori da casa mia!
giovedì 21 febbraio 2013
FIUMI DI PAROLE
...entro in quella stanza, forse un pò troppo asettica, più di quanto mi aspettassi almeno..
Mi siedo, quasi imbarazzata, cerco con lo sguardo qualcosa che mi faccia sentire a mio agio, ma senza risultati...
A quel punto alzo gli occhi e il mio sguardo si perde in quello di chi mi sta di fronte, uno sguardo dolce, comprensivo, disponibile, aperto... senza bisogno che io dicessi nulla quegli occhi mi avevano già donato quello di cui avevo bisogno in quel momento..
Una piccola esortazione, cerco le parole, faccio fatica a trovarne... tutto mi sembra futile, io mi sento futile!
Sono qui ad esporre un problema che forse non è un vero problema, quando là fuori c'è gente che di problemi veri ne ha da vendere!
Di nuovo quello sguardo mi accarezza, mi rassicura, mi spinge a parlare.. ed ecco che, detta la prima parola, un fiume di colpo straripa: esperienze, emozioni, sensazioni, dolori, dubbi, rancori, speranze, paure, illusioni, delusioni, doveri, sensi di colpa, autocritiche, sprazzi di autostima, ancora dolori... lacrime... e lacrime... e ancora lacrime...
Esco da quella stanza, dopo solo un'ora, e mi sento stanca, svuotata, privata di ogni energia..
Ma finalmente forse qualcosa si è mosso, qualcosa ha bussato a quel muro che, quantomeno, è stato identificato, ora so che c'è davvero, ora so che sarà dura capire che farne, ma che prima o poi, con un pò di aiuto, capirò come abbatterlo, o come dipingerlo...
Ci sono lunghe e profonde ferite e cuciture in questo cuore rattoppato, bisogna trovare il modo di risanarle, di farle cicatrizzare affinchè rimangano sì un ricordo ma smettano di far male.
Mi siedo, quasi imbarazzata, cerco con lo sguardo qualcosa che mi faccia sentire a mio agio, ma senza risultati...
A quel punto alzo gli occhi e il mio sguardo si perde in quello di chi mi sta di fronte, uno sguardo dolce, comprensivo, disponibile, aperto... senza bisogno che io dicessi nulla quegli occhi mi avevano già donato quello di cui avevo bisogno in quel momento..
Una piccola esortazione, cerco le parole, faccio fatica a trovarne... tutto mi sembra futile, io mi sento futile!
Sono qui ad esporre un problema che forse non è un vero problema, quando là fuori c'è gente che di problemi veri ne ha da vendere!
Di nuovo quello sguardo mi accarezza, mi rassicura, mi spinge a parlare.. ed ecco che, detta la prima parola, un fiume di colpo straripa: esperienze, emozioni, sensazioni, dolori, dubbi, rancori, speranze, paure, illusioni, delusioni, doveri, sensi di colpa, autocritiche, sprazzi di autostima, ancora dolori... lacrime... e lacrime... e ancora lacrime...
Esco da quella stanza, dopo solo un'ora, e mi sento stanca, svuotata, privata di ogni energia..
Ma finalmente forse qualcosa si è mosso, qualcosa ha bussato a quel muro che, quantomeno, è stato identificato, ora so che c'è davvero, ora so che sarà dura capire che farne, ma che prima o poi, con un pò di aiuto, capirò come abbatterlo, o come dipingerlo...
Ci sono lunghe e profonde ferite e cuciture in questo cuore rattoppato, bisogna trovare il modo di risanarle, di farle cicatrizzare affinchè rimangano sì un ricordo ma smettano di far male.
venerdì 1 febbraio 2013
HAI UN MOMENTO DIO?
Aiuto aiuto aiuto... e in cambio??? Niente, se non calci in faccia!
Come si fa ad aiutare chi non è in grado di aiutare sè stesso, chi non accetta critiche e consigli, chi si nasconde davanti ad un "Sono fatto così"?
Costruisco muri, cercando di renderli solidi, dò una bella imbiancata per nascondere i difetti del passato, comincio anche a pensare a qualche quadro per abbellirli... ma tutto crolla al primo soffio di vento se non ci sono le fondamenta..
Rinuncio ad una vita che, per quanto povera, era la mia, per essere catapultata in una realtà che non mi appartiene, che non mi sono costruita, cercata... e alla fine mi devo chiedere "Perchè? Ne valeva la pena?"
E arrivo ad un punto dove le forze vengono a mancare, dove sento di non poter fare molto di più, e comincio a chiedermi se non è il caso di mollare, di darmi per sconfitta..
Gratitudine.. una parola sconosciuta ai più..
Umiltà... senza la quale nulla può essere migliorato..
Coscienza.. quella che manca a chi più dovrebbe averne..
Impotenza.. l'unica cosa che al momento riesco ancora a sentire..
Tre anni ad occuparmi degli altri.. e io? Quando farò qualcosa per me, per la mia vita?
Neanche di questo sono capace, di mandare tutti a fanculo e pensare un poco a me..
Prego prego prego... ma chi? Per cosa?
Come faccio ad avere fede in un Dio che dà a chi non se lo merita, a chi non è capace di accettare, di rendersi conto che ciò che ha ricevuto è un bene prezioso e come tale va trattato, come faccio a credere che questo Dio è buono e giusto???
Sto bestemmiando? No, sto solo facendomi delle domande a cui, purtroppo, i fatti danno risposte che non mi piace vedere e sentire perchè ritengo ingiuste..
Chi ha il pane non ha i denti.. quante volte l'ho già detto, scritto, pensato...
E allora perchè non mi dimostri che non è così? Perchè non mi dai un pezzo di pane da addentare..
E, scusami se sono immodesta, ma sono quasi certa che, se anche mi cadessero tutti i denti, io troverei il modo per mangiarlo quel pane, per gustarmelo, per gioire di averne ricevuto almeno un pò..
Piango piango piango... ma questo non cambia le cose, non le ha cambiate fino ad ora..
Ma almeno sfogo questa rabbia, questo dolore, questa mancanza enorme che mi fa star male..
Perchè, se il detto "Aiutati che Dio ti aiuta" non può essere vero, se non è vero che "Dio vede e provvede", non mi resta che piangere e, da sola, come sempre, asciugare le mie stesse lacrime..
"Hai un momento Dio? No perchè sono qua, insomma ci sarei anch'io.."
Come si fa ad aiutare chi non è in grado di aiutare sè stesso, chi non accetta critiche e consigli, chi si nasconde davanti ad un "Sono fatto così"?
Costruisco muri, cercando di renderli solidi, dò una bella imbiancata per nascondere i difetti del passato, comincio anche a pensare a qualche quadro per abbellirli... ma tutto crolla al primo soffio di vento se non ci sono le fondamenta..
Rinuncio ad una vita che, per quanto povera, era la mia, per essere catapultata in una realtà che non mi appartiene, che non mi sono costruita, cercata... e alla fine mi devo chiedere "Perchè? Ne valeva la pena?"
E arrivo ad un punto dove le forze vengono a mancare, dove sento di non poter fare molto di più, e comincio a chiedermi se non è il caso di mollare, di darmi per sconfitta..
Gratitudine.. una parola sconosciuta ai più..
Umiltà... senza la quale nulla può essere migliorato..
Coscienza.. quella che manca a chi più dovrebbe averne..
Impotenza.. l'unica cosa che al momento riesco ancora a sentire..
Tre anni ad occuparmi degli altri.. e io? Quando farò qualcosa per me, per la mia vita?
Neanche di questo sono capace, di mandare tutti a fanculo e pensare un poco a me..
Prego prego prego... ma chi? Per cosa?
Come faccio ad avere fede in un Dio che dà a chi non se lo merita, a chi non è capace di accettare, di rendersi conto che ciò che ha ricevuto è un bene prezioso e come tale va trattato, come faccio a credere che questo Dio è buono e giusto???
Sto bestemmiando? No, sto solo facendomi delle domande a cui, purtroppo, i fatti danno risposte che non mi piace vedere e sentire perchè ritengo ingiuste..
Chi ha il pane non ha i denti.. quante volte l'ho già detto, scritto, pensato...
E allora perchè non mi dimostri che non è così? Perchè non mi dai un pezzo di pane da addentare..
E, scusami se sono immodesta, ma sono quasi certa che, se anche mi cadessero tutti i denti, io troverei il modo per mangiarlo quel pane, per gustarmelo, per gioire di averne ricevuto almeno un pò..
Piango piango piango... ma questo non cambia le cose, non le ha cambiate fino ad ora..
Ma almeno sfogo questa rabbia, questo dolore, questa mancanza enorme che mi fa star male..
Perchè, se il detto "Aiutati che Dio ti aiuta" non può essere vero, se non è vero che "Dio vede e provvede", non mi resta che piangere e, da sola, come sempre, asciugare le mie stesse lacrime..
"Hai un momento Dio? No perchè sono qua, insomma ci sarei anch'io.."
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