Oggi è uno di quei giorni in cui sento più forte la voglia di sparire,
e la sensazione peggiore è che, se anche lo facessi,
probabilmente nessuno se ne accorgerebbe.
E' uno di quei giorni in cui sento l'inutilità di chi sono,
come quel detto "Tutti sono utili, nessuno è indispensabile",
con la differenza che non mi sento nemmeno tanto utile.
Oggi è uno di quei giorni in cui sento il peso della non considerazione...
Ci sono mille motivi per cui chi ti circonda, amici, conoscenti, parenti,
potrebbe non considerarti, probabilmente alcuni di quei motivi sono anche molto validi,
altri magari un pò meno, ma ognuno ha i propri e vanno rispettati...
Eppure mi chiedo cosa costa rispondere ad un messaggio, ad una mail,
o meglio ancora scrivere un messaggio o una mail quando,
è palese, si è letto che non è un buon giorno per me.
Oggi è uno di quei giorni in cui mi chiedo perchè io,
se anche presa da mille problemi e preoccupazioni,
ci sono sempre per tutti, e sacrifico me per gli altri,
se poi quando sono io ad aver bisogno, anche solo di un gesto,
di una parola, nessuno muove un passo, troppo preso da sè.
Oggi è uno di quei giorni in cui mi rendo conto che, forse,
il mio essere sempre presente non paga...
E, proprio oggi, mi risuonano in testa mille frasi, mille parole...
"Mi davi troppe certezze, e forse io nella certezza non ci sto poi così bene"
"Forse se mi avessi tradito almeno una volta ora ti amerei ancora"
"Per lei, quella nuova, ha perso la testa e accetta le cose più impensabili"
ed ancora... "L'amicizia con te non è facile, sei impegnativa"
"Questo è ciò che posso darti, se non ti basta vuol dire che il nostro modo di vedere l'amicizia non è compatibile"
"Non voglio sentirmi dire ciò che pensi se mi fa male, anche se è vero"
...parole che confermano che, il fatto che tu ci sia sempre,
non per forza è considerato un pregio... a volte diventa quasi un difetto..
...il fatto che tu sia sincera a volte diventa scomodo...
Oggi è uno di quei giorni in cui tutto ciò che mi passa per la testa è un pensiero che fa male...
E' uno di quei giorni che spero passi in fretta... un giorno da dimenticare!
martedì 22 giugno 2010
lunedì 21 giugno 2010
LE AMICHE
Le amiche passano giorni al telefono
e in cuffia ascoltano la stessa musica
le amiche girano le sere in macchina
poi si nascondono in fondo a un cinema
e intanto aspettano di vivere
ed un ragazzo che non c'è …
le amiche credono nell'amicizia e sono come te.
Le amiche scrivono diari e lettere
sono convinte che la vita è inutile
le amiche si amano però si invidiano
gelose e ambigue spesso si tradiscono
le amiche sono tutte vergini
e di cattive non ce n'è….
le amiche lasciano nell'aria
un buon odore come te.
Che ogni volta che passi mi piaci di più
ma non esci mai sola ma che schiavitù!
Apri il cuore per me quanto amore che c'è
dentro di te ….. dentro di te!
Le amiche passano l'estate a Rimini
con le famiglie e coi fratelli piccoli
le amiche nude le sirene pallide
con i ragazzi permalose e timide
quanti segreti e sogni dentro al letto
e si consolano da se….
le amiche aspettano che arrivi il bacio e sono come te.
Che ogni volta mi guardi e mi piaci di più
vieni sola stanotte lo vuoi anche tu!
Apri il cuore per me quanto amore che c'è
Dentro di te …..dentro di te!
Le amiche ancora amiche dopo un grande amore
se non si perdono è perché…
le amiche credono nell'amicizia e sono come te.
Le amiche vere quelle come te.
e in cuffia ascoltano la stessa musica
le amiche girano le sere in macchina
poi si nascondono in fondo a un cinema
e intanto aspettano di vivere
ed un ragazzo che non c'è …
le amiche credono nell'amicizia e sono come te.
Le amiche scrivono diari e lettere
sono convinte che la vita è inutile
le amiche si amano però si invidiano
gelose e ambigue spesso si tradiscono
le amiche sono tutte vergini
e di cattive non ce n'è….
le amiche lasciano nell'aria
un buon odore come te.
Che ogni volta che passi mi piaci di più
ma non esci mai sola ma che schiavitù!
Apri il cuore per me quanto amore che c'è
dentro di te ….. dentro di te!
Le amiche passano l'estate a Rimini
con le famiglie e coi fratelli piccoli
le amiche nude le sirene pallide
con i ragazzi permalose e timide
quanti segreti e sogni dentro al letto
e si consolano da se….
le amiche aspettano che arrivi il bacio e sono come te.
Che ogni volta mi guardi e mi piaci di più
vieni sola stanotte lo vuoi anche tu!
Apri il cuore per me quanto amore che c'è
Dentro di te …..dentro di te!
Le amiche ancora amiche dopo un grande amore
se non si perdono è perché…
le amiche credono nell'amicizia e sono come te.
Le amiche vere quelle come te.
sabato 19 giugno 2010
UN VIAGGIO INASPETTATO… PROSSIMA FERMATA INFERNO!
Chi mi conosce sa quanto per me siano importanti le amicizie, quanto valore dia alle persone e quanto io sia convinta che, di qualsiasi rapporto si parli, le dimostrazioni, i gesti, i fatti siano importanti, molto più di qualsiasi parola possa essere pronunciata.
E siccome non mi è mai piaciuto il detto “Predicare bene e razzolare male”, istintivamente sono portata a dimostrare, ogni volta ve ne sia l’occasione, l’affetto, la stima, l’amore che provo per le persone di cui mi circondo, quelle che, in un modo o nell’altro, hanno occupato e occupano un posto importante nel mio cuore.
Ed è proprio quello che mi è successo settimana scorsa, quando sono stata presa da un impulso irrefrenabile di donare gioia a degli amici per me importantissimi..
Erano giorni ormai che sulla mia Home in FB comparivano pubblicità e promozioni di uno spettacolo teatrale i cui protagonisti sono Marco e Luca, due persone ormai insostituibili nella mia vita, ognuno a proprio modo presenti in momenti topici del mio ieri e del mio oggi, ed erano giorni che, ad ogni vista di quei loro link, provavo il forte dispiacere di non poter essere presente alla prima di questo spettacolo che sentivo per loro così importante.
Già l’anno prima avevo presenziato alla prima di un loro spettacolo “Lo spettacolo spettacolare” ovvero la reinterpretazione del Moulin Rouge, ma lì avevo avuto la possibilità di prendere mezza giornata di permesso al lavoro, il che aveva alleggerito molto lo sbattimento del viaggio.
Ah già, non ho precisato un piccolo dettaglio… lo spettacolo tanto pubblicizzato si tiene a Livorno! E per di più in un giorno infrasettimanale, per l’esattezza giovedì 10 giugno…
Giusto il giorno prima del debutto, mercoledì, in uno dei tanti link, riportante la locandina della commedia teatrale, leggo i commenti di alcune persone, tra cui una ragazza che promette che ci sarà, dicendo “Guardate in 6° fila, io sarò lì” …
Con dispiacere sempre crescente anche io aggiungo un commento: “Io purtroppo non potrò essere presente, lo sapete, ma vi penserò talmente forte che sarà come se fossi lì in prima fila ad applaudirvi”.
Dopo solo pochi secondi la classica casellina rossa delle notifiche mi avvisa che Marco ha commentato quel link.. leggo “No Patty, in prima fila no, i miei affetti più grandi sono in quarta fila, quindi sarà lì che ti immaginerò, di fianco a mia mamma e mio fratello”.
Potete anche solo immaginare la stretta al cuore e il magone che mi ha invasa in quel momento?
Ed è stato lì che ho preso una decisione, forse pazza ma ormai irreversibile: IO SAREI ANDATA A LIVORNO A VEDERE QUELLO SPETTACOLO!
Unico problema che frenava la mia determinazione era la consapevolezza di non essere in grado di fare da sola un viaggio così lungo, in una sola serata, senza correre il rischio di addormentarmi in macchina..
Per fortuna non sono l’unica pazza a questo mondo!!!
Pensa e ripensa, all’una di notte della sera precedente lo spettacolo, ho avuto la brillante idea di mandare un messaggio ad un amico: “Mauro, andiamo a Livorno domani sera?” … Risposta: “Che cazzo andiamo a fare a Livorno? Comunque va bene!”
Ahahahahah… In quel momento non avevo parole, esiste qualcuno messo peggio di me!!! Io avevo almeno due buone motivazioni, Marco e Luca, per affrontare un viaggio simile in una sola sera, ma lui?
Bèh, colgo la palla al balzo e decido, la sera dopo si sarebbe partiti per questa folle avventura!
Subito mi metto in azione e incarico due amici di trovarmi i biglietti per lo spettacolo e, una volta avuta la conferma, trovo una scusa al mio capo per uscire dall'ufficio un’ora prima del previsto.
Partenza alle 18.50 da Locate Triulzi… avremmo dovuto partire alle 17.30, ma figuriamoci se la sfiga non mi si accaniva contro, e così ho trovato tutti i possibili impedimenti che si possano immaginare… ma nulla ormai poteva fermarmi!
Un viaggio inizialmente imbarazzato per me, del resto per quanto conosca Mauro da anni non abbiamo mai condiviso molto, se non qualche serata al karaoke o con amici… ma ben presto uno strano clima di confidenza mi ha avvolta e, parlando di ex, di sesso, di viaggi, di noi, di amici, quei 300 Km sono volati… alle 21.28 il mio pilota parcheggiava la sua auto davanti al Teatro 4 Mori di Livorno… Mitico Mauro!!! Non avrei mai creduto ce la potessimo fare!!
Entriamo, incontriamo subito Marco (no, non l’attore, il suo moroso) che ci accoglie, bellissimo come sempre, con un sorriso che già di per sé mi stava ripagando di quelle prime fatiche…
Lo salutiamo e subito dopo corro a quella famosa 4° fila a salutare la Gabri e Davide, ovvero la mamma e il fratello di Marco, che felicissimi mi abbracciano.. “Non potevo mancare” dico loro, e la Gabri risponde “Perché sei un’Amica vera!”
Altra gratificazione per quella mia pazzia!
Si abbassano le luci e lo spettacolo ha inizio…
PROSSIMA FERMATA INFERNO
Lo spettacolo è un’ironica rivisitazione della Divina Commedia di Dante Alighieri, vista in una chiave di modernità, con l’evoluzione della tecnologia, nonché dei linguaggi e le consuetudini dei personaggi che, arrivando da ogni parte d’Italia, approdano, chi per un motivo chi per l’altro, all’Inferno e devono passare al vaglio di Caronte (Marco) che smisterà e dirigerà le anime nei vari gironi, senza prima pensare un pochino ai propri interessi “carnali” e passionali, stando però attento a non farsi scoprire dalla sua bellissima compagna, La Morte!!
In questo Inferno approda anche Lucia (Stefy), finita lì perché suicida per amore, che viene però presa sotto l’ala protettiva di Jack (Luca), segretario nonché esecutore delle decisioni di Caronte, e verrà indirizzata verso la presa di coscienza del suo errore, fino a darle la possibilità di tornare tra i vivi.A fare da contorno a questi personaggi le bellissime Cenerine (tra cui Vale) che riempiono le scene con le loro danze.
Divertentissima la "sciura", milanese improvvisata (Sara), nonché l’eccentrica toscana (Silvia), per non parlare degli interventi del povero Dante che, talmente ha incasinato la sua Divina Commedia tra Inferno, Purgatorio e Paradiso e i rispettivi gironi, che ormai da tempo vaga smarrito con il cartello “La mi son perso”.
Luci, scenografie, musiche e danze mi rapiscono fin da subito, un sorriso ebete mi si stampa sul viso e una sensazione di adrenalinica soddisfazione mi pervade…
Alla fine dello spettacolo, tra applausi, acclamazioni del pubblico, le nostre standing ovation, mi sono sentita orgogliosissima di quegli attori sul palco che posso vantare tra i miei migliori amici.
Si riaccendono le luci e la gente pian piano abbandona il teatro, e noi con loro.
Una volta fuori attendiamo che gli attori escano dai camerini… il primo a comparire è stato Luca al quale sono corsa subito incontro e che mi ha stretta in un bell’abbraccio, anche se, ad essere sincera, sentivo una certa freddezza, data sicuramente dalla tensione dello spettacolo, del resto lui è sempre stato un pò "primadonna" :-)
Ma il momento più bello e gratificante è stato quando, uscendo dai camerini, Marco mi ha vista e sul suo viso si è dipinta un’espressione di gioioso stupore che gli è rimasto per tutto il resto del tempo che siamo stati insieme..
Dopo gli abbracci, i baci, i ringraziamenti e di nuovo gli abbracci, si è dovuto allontanare per salutare altre persone, ma era bellissimo vederlo girare tra la gente, salutare e ricevere i complimenti e poi voltarsi verso di me, guardarmi felice e tornare a riabbracciarmi ancora… l’avrà fatto almeno 3 o 4 volte e io ridevo come una scema contentissima di avergli regalato tanta gioia!
Era ormai mezzanotte, il viaggio di ritorno ci aspettava, anche perché al mattino dopo entrambi lavoravamo, ma, giusto per concludere i gesti folli, ci siamo lasciati convincere ad andare a mangiare una pizza con tutta la compagnia, il Gruppo Ikaro…
Pizza veloce, foto, chiacchiere, ancora ringraziamenti, qualche pettegolezzo e… ci tocca ripartire..
Arrivo alle 4.00 del mattino a Locate, e io a casa alle 4.30…
Punto la sveglia del mio Nokia che sadicamente mi informa che mi rimangono 2 ore e 55 minuti da dormire, un’occhiata veloce a FB e un messaggio sul mio stato per imprimere quell'esperienza e poi pronta per la nanna, ma l’euforia era stata così forte che ho fatto fatica ad addormentarmi e quando finalmente ci sono riuscita è suonata la sveglia… Nooooooooooooo!!!!
Strano a dirsi ma avevo addosso ancora tanta di quell’adrenalina, tanta di quella soddisfazione e felicità per il regalo che ero riuscita a fare a quelle persone per me speciali, che affrontare la giornata non mi è pesato affatto.
Ho vissuto ogni ora con il ricordo di quella serata così particolare e, pensando e ripensando, sono giunta alla conclusione che ho ragione io: l’amicizia, come qualsiasi altro rapporto, va coltivata, va nutrita con gesti d’amore.. solo così potrai essere sempre fiera dei rapporti che hai costruito e potrai essere certa che quegli amici, vicini o lontani, tra alti e bassi, sentendosi tutti i giorni o una volta al mese, nel momento in cui più ne avrai bisogno per te ci saranno sempre e di te porteranno sempre dei bellissimi ricordi.
Un ultimo scorcio da Fb… Il giorno dopo Luca mi ha scritto:
“Grazie perché passando dell’Inferno sei riuscita a regalarci un pezzetto di Paradiso”
Vi amo amici!
E siccome non mi è mai piaciuto il detto “Predicare bene e razzolare male”, istintivamente sono portata a dimostrare, ogni volta ve ne sia l’occasione, l’affetto, la stima, l’amore che provo per le persone di cui mi circondo, quelle che, in un modo o nell’altro, hanno occupato e occupano un posto importante nel mio cuore.
Ed è proprio quello che mi è successo settimana scorsa, quando sono stata presa da un impulso irrefrenabile di donare gioia a degli amici per me importantissimi..
Erano giorni ormai che sulla mia Home in FB comparivano pubblicità e promozioni di uno spettacolo teatrale i cui protagonisti sono Marco e Luca, due persone ormai insostituibili nella mia vita, ognuno a proprio modo presenti in momenti topici del mio ieri e del mio oggi, ed erano giorni che, ad ogni vista di quei loro link, provavo il forte dispiacere di non poter essere presente alla prima di questo spettacolo che sentivo per loro così importante.
Già l’anno prima avevo presenziato alla prima di un loro spettacolo “Lo spettacolo spettacolare” ovvero la reinterpretazione del Moulin Rouge, ma lì avevo avuto la possibilità di prendere mezza giornata di permesso al lavoro, il che aveva alleggerito molto lo sbattimento del viaggio.
Ah già, non ho precisato un piccolo dettaglio… lo spettacolo tanto pubblicizzato si tiene a Livorno! E per di più in un giorno infrasettimanale, per l’esattezza giovedì 10 giugno…
Giusto il giorno prima del debutto, mercoledì, in uno dei tanti link, riportante la locandina della commedia teatrale, leggo i commenti di alcune persone, tra cui una ragazza che promette che ci sarà, dicendo “Guardate in 6° fila, io sarò lì” …
Con dispiacere sempre crescente anche io aggiungo un commento: “Io purtroppo non potrò essere presente, lo sapete, ma vi penserò talmente forte che sarà come se fossi lì in prima fila ad applaudirvi”.
Dopo solo pochi secondi la classica casellina rossa delle notifiche mi avvisa che Marco ha commentato quel link.. leggo “No Patty, in prima fila no, i miei affetti più grandi sono in quarta fila, quindi sarà lì che ti immaginerò, di fianco a mia mamma e mio fratello”.
Potete anche solo immaginare la stretta al cuore e il magone che mi ha invasa in quel momento?
Ed è stato lì che ho preso una decisione, forse pazza ma ormai irreversibile: IO SAREI ANDATA A LIVORNO A VEDERE QUELLO SPETTACOLO!
Unico problema che frenava la mia determinazione era la consapevolezza di non essere in grado di fare da sola un viaggio così lungo, in una sola serata, senza correre il rischio di addormentarmi in macchina..
Per fortuna non sono l’unica pazza a questo mondo!!!
Pensa e ripensa, all’una di notte della sera precedente lo spettacolo, ho avuto la brillante idea di mandare un messaggio ad un amico: “Mauro, andiamo a Livorno domani sera?” … Risposta: “Che cazzo andiamo a fare a Livorno? Comunque va bene!”
Ahahahahah… In quel momento non avevo parole, esiste qualcuno messo peggio di me!!! Io avevo almeno due buone motivazioni, Marco e Luca, per affrontare un viaggio simile in una sola sera, ma lui?
Bèh, colgo la palla al balzo e decido, la sera dopo si sarebbe partiti per questa folle avventura!
Subito mi metto in azione e incarico due amici di trovarmi i biglietti per lo spettacolo e, una volta avuta la conferma, trovo una scusa al mio capo per uscire dall'ufficio un’ora prima del previsto.
Partenza alle 18.50 da Locate Triulzi… avremmo dovuto partire alle 17.30, ma figuriamoci se la sfiga non mi si accaniva contro, e così ho trovato tutti i possibili impedimenti che si possano immaginare… ma nulla ormai poteva fermarmi!
Un viaggio inizialmente imbarazzato per me, del resto per quanto conosca Mauro da anni non abbiamo mai condiviso molto, se non qualche serata al karaoke o con amici… ma ben presto uno strano clima di confidenza mi ha avvolta e, parlando di ex, di sesso, di viaggi, di noi, di amici, quei 300 Km sono volati… alle 21.28 il mio pilota parcheggiava la sua auto davanti al Teatro 4 Mori di Livorno… Mitico Mauro!!! Non avrei mai creduto ce la potessimo fare!!
Entriamo, incontriamo subito Marco (no, non l’attore, il suo moroso) che ci accoglie, bellissimo come sempre, con un sorriso che già di per sé mi stava ripagando di quelle prime fatiche…
Lo salutiamo e subito dopo corro a quella famosa 4° fila a salutare la Gabri e Davide, ovvero la mamma e il fratello di Marco, che felicissimi mi abbracciano.. “Non potevo mancare” dico loro, e la Gabri risponde “Perché sei un’Amica vera!”
Altra gratificazione per quella mia pazzia!
Si abbassano le luci e lo spettacolo ha inizio…
PROSSIMA FERMATA INFERNO
Lo spettacolo è un’ironica rivisitazione della Divina Commedia di Dante Alighieri, vista in una chiave di modernità, con l’evoluzione della tecnologia, nonché dei linguaggi e le consuetudini dei personaggi che, arrivando da ogni parte d’Italia, approdano, chi per un motivo chi per l’altro, all’Inferno e devono passare al vaglio di Caronte (Marco) che smisterà e dirigerà le anime nei vari gironi, senza prima pensare un pochino ai propri interessi “carnali” e passionali, stando però attento a non farsi scoprire dalla sua bellissima compagna, La Morte!!
In questo Inferno approda anche Lucia (Stefy), finita lì perché suicida per amore, che viene però presa sotto l’ala protettiva di Jack (Luca), segretario nonché esecutore delle decisioni di Caronte, e verrà indirizzata verso la presa di coscienza del suo errore, fino a darle la possibilità di tornare tra i vivi.Divertentissima la "sciura", milanese improvvisata (Sara), nonché l’eccentrica toscana (Silvia), per non parlare degli interventi del povero Dante che, talmente ha incasinato la sua Divina Commedia tra Inferno, Purgatorio e Paradiso e i rispettivi gironi, che ormai da tempo vaga smarrito con il cartello “La mi son perso”.
Luci, scenografie, musiche e danze mi rapiscono fin da subito, un sorriso ebete mi si stampa sul viso e una sensazione di adrenalinica soddisfazione mi pervade…
Alla fine dello spettacolo, tra applausi, acclamazioni del pubblico, le nostre standing ovation, mi sono sentita orgogliosissima di quegli attori sul palco che posso vantare tra i miei migliori amici.
Si riaccendono le luci e la gente pian piano abbandona il teatro, e noi con loro.
Una volta fuori attendiamo che gli attori escano dai camerini… il primo a comparire è stato Luca al quale sono corsa subito incontro e che mi ha stretta in un bell’abbraccio, anche se, ad essere sincera, sentivo una certa freddezza, data sicuramente dalla tensione dello spettacolo, del resto lui è sempre stato un pò "primadonna" :-)
Ma il momento più bello e gratificante è stato quando, uscendo dai camerini, Marco mi ha vista e sul suo viso si è dipinta un’espressione di gioioso stupore che gli è rimasto per tutto il resto del tempo che siamo stati insieme..Dopo gli abbracci, i baci, i ringraziamenti e di nuovo gli abbracci, si è dovuto allontanare per salutare altre persone, ma era bellissimo vederlo girare tra la gente, salutare e ricevere i complimenti e poi voltarsi verso di me, guardarmi felice e tornare a riabbracciarmi ancora… l’avrà fatto almeno 3 o 4 volte e io ridevo come una scema contentissima di avergli regalato tanta gioia!
Era ormai mezzanotte, il viaggio di ritorno ci aspettava, anche perché al mattino dopo entrambi lavoravamo, ma, giusto per concludere i gesti folli, ci siamo lasciati convincere ad andare a mangiare una pizza con tutta la compagnia, il Gruppo Ikaro…
Pizza veloce, foto, chiacchiere, ancora ringraziamenti, qualche pettegolezzo e… ci tocca ripartire..
Arrivo alle 4.00 del mattino a Locate, e io a casa alle 4.30…
Punto la sveglia del mio Nokia che sadicamente mi informa che mi rimangono 2 ore e 55 minuti da dormire, un’occhiata veloce a FB e un messaggio sul mio stato per imprimere quell'esperienza e poi pronta per la nanna, ma l’euforia era stata così forte che ho fatto fatica ad addormentarmi e quando finalmente ci sono riuscita è suonata la sveglia… Nooooooooooooo!!!!
Strano a dirsi ma avevo addosso ancora tanta di quell’adrenalina, tanta di quella soddisfazione e felicità per il regalo che ero riuscita a fare a quelle persone per me speciali, che affrontare la giornata non mi è pesato affatto.
Ho vissuto ogni ora con il ricordo di quella serata così particolare e, pensando e ripensando, sono giunta alla conclusione che ho ragione io: l’amicizia, come qualsiasi altro rapporto, va coltivata, va nutrita con gesti d’amore.. solo così potrai essere sempre fiera dei rapporti che hai costruito e potrai essere certa che quegli amici, vicini o lontani, tra alti e bassi, sentendosi tutti i giorni o una volta al mese, nel momento in cui più ne avrai bisogno per te ci saranno sempre e di te porteranno sempre dei bellissimi ricordi.
Un ultimo scorcio da Fb… Il giorno dopo Luca mi ha scritto:
“Grazie perché passando dell’Inferno sei riuscita a regalarci un pezzetto di Paradiso”
Vi amo amici!
mercoledì 16 giugno 2010
TEMPO SENZA TEMPO
Il tempo non basta, me ne serve di più,
mi serve un giorno di 30 ore,
perchè se conto i doveri, il lavoro, la casa, le serate,
non resta il tempo per tutto ciò che di bello amo fare,
compreso questo blog che ultimamente trascuro.
Il tempo non basta, ed io mi rendo conto che,
se dedico del tempo a ciò che più amo
sono costretta a trascurare ciò di cui ho bisogno,
e questa sera ho bisogno di dormire...
Prometto di tornare, di lasciarmi raccontare,
ma oggi proprio no...
E intanto che io scrivo, il tempo passa,
continua a passare, inesorabile e inarrestabile,
ricordandomi, seppur non ci voglia pensare,
che il tempo scorre e che non basta..
mi serve un giorno di 30 ore,
perchè se conto i doveri, il lavoro, la casa, le serate,
non resta il tempo per tutto ciò che di bello amo fare,
compreso questo blog che ultimamente trascuro.
Il tempo non basta, ed io mi rendo conto che,
se dedico del tempo a ciò che più amo
sono costretta a trascurare ciò di cui ho bisogno,
e questa sera ho bisogno di dormire...
Prometto di tornare, di lasciarmi raccontare,
ma oggi proprio no...
E intanto che io scrivo, il tempo passa,
continua a passare, inesorabile e inarrestabile,
ricordandomi, seppur non ci voglia pensare,
che il tempo scorre e che non basta..
lunedì 31 maggio 2010
EMOZIONI
Emozioni,
una vita che scivola via,
l´inventario dei miei giorni migliori
per un cuore senza ipocrisia.
Delusioni,
sono quelle che ti uccidono dentro,
per un uomo come me sincero,
che quando crede, ci crede davvero.
Emozioni,
in quella chiesa di periferia
come eri bella vestita di bianco,
come eri mia.
Emozioni,
le mie canzoni che sfidano il tempo,
e i giorni neri spazzati dal vento,
da quando tu sei qui che dormi al mio fianco.
Per te io vivrò, io con te respirerò,
ti darò tutta la forza che ho.
Per i tuoi occhi ci sarò
io con te mi fermerò, ti offrirò
lassù dove si vede il mare
e dove è nato il nostro grande amore,
io e te ...
Emozioni,
c´è un concerto che mi porta via,
il telefono è l´amico migliore
per dare un calcio alla malinconia.
Emozioni,
le mie canzoni che sfidano il tempo
e i giorni neri spazzati dal vento,
da quando tu sei qui che torni al mio fianco.
Per te io vivrò, io con te respirerò,
ti darò tutto l´amore che ho.
Per i tuoi occhi ci sarò,
io con te mi fermerò, ti offrirò
lassù dove si vede il mare
e dove e´ nato questo inmenso amore,
io e te...
Emozioni... Emozioni...
L'ho sentita qualche sera fa, cantata da un amico,
e da quel momento continua a girarmi in testa,
come mi gira in testa la sua emozione nel cantarla,
lo sguardo di lei a cui era dedicata...
Mi gira in testa e mi fa desiderare ancor più ciò che non ho,
mi fa ricordare e rattristire per ciò che avevo,
mi fa sperare in ciò che spero un giorno riavrò di nuovo..
Emozioni...
una vita che scivola via,
l´inventario dei miei giorni migliori
per un cuore senza ipocrisia.
Delusioni,
sono quelle che ti uccidono dentro,
per un uomo come me sincero,
che quando crede, ci crede davvero.
Emozioni,
in quella chiesa di periferia
come eri bella vestita di bianco,
come eri mia.
Emozioni,
le mie canzoni che sfidano il tempo,
e i giorni neri spazzati dal vento,
da quando tu sei qui che dormi al mio fianco.
Per te io vivrò, io con te respirerò,
ti darò tutta la forza che ho.
Per i tuoi occhi ci sarò
io con te mi fermerò, ti offrirò
lassù dove si vede il mare
e dove è nato il nostro grande amore,
io e te ...
Emozioni,
c´è un concerto che mi porta via,
il telefono è l´amico migliore
per dare un calcio alla malinconia.
Emozioni,
le mie canzoni che sfidano il tempo
e i giorni neri spazzati dal vento,
da quando tu sei qui che torni al mio fianco.
Per te io vivrò, io con te respirerò,
ti darò tutto l´amore che ho.
Per i tuoi occhi ci sarò,
io con te mi fermerò, ti offrirò
lassù dove si vede il mare
e dove e´ nato questo inmenso amore,
io e te...
Emozioni... Emozioni...
L'ho sentita qualche sera fa, cantata da un amico,
e da quel momento continua a girarmi in testa,
come mi gira in testa la sua emozione nel cantarla,
lo sguardo di lei a cui era dedicata...
Mi gira in testa e mi fa desiderare ancor più ciò che non ho,
mi fa ricordare e rattristire per ciò che avevo,
mi fa sperare in ciò che spero un giorno riavrò di nuovo..
Emozioni...
giovedì 27 maggio 2010
CHI SEMINA CICORIA NON RACCOGLIERA' CILIEGE
Quanto tempo è passato...
Solitamente sono spronata a scrivere quando non sto bene, quando un pensiero mi assilla, quando il cuore lacrima, quando la mente non riesce a liberarsi dalle tenebre in cui rimane imprigionata a causa dei "cattivi pensieri".
Come con gli amici, quelli veri, che torno a cercare, magari dopo giorni o settimane, quando qualcosa non va, così succede col mio blog...
Depositare pensieri mi fa sentire più leggera, proprio come parlare con un'amica..
Ed è proprio di "un'amica" che oggi ho bisogno di scrivere..
Ci sono voluti due mesi e mezzo prima che potessi avere la possibilità, l'occasione, di parlare di ciò che è successo, di ciò che ci ha divise, e in tutto questo tempo ho macinato e macerato emozioni, pensieri, punti di vista personali, conclusioni più o meno fondate.
Quasi quattro ore di parole che si libravano nell'aria,
che aleggiavano sulle nostre teste, che rimbalzavano tra di noi,
ma al termine delle quali non è cambiato nulla,
ognuna ferma sulle proprie posizioni, senza compromessi,
senza comprensione del dolore da parte di una,
senza accettazione di un "forse sano egoismo" da parte dell'altra.
"La vita è fatta di priorità"... e in tutti questi mesi
io non sono stata una priorità neanche per un attimo.
E allora mi sovviene un'altra frase che recita così
"Non trattare come priorità chi ti tratta come un'opzione"
E' così che ho cominciato a capire che forse, a volte,
il "forse sano egoismo" tanto male non sarebbe,
che forse vive meglio chi riesce a fare a meno degli altri,
chi cambia "miglior amico" da un giorno all'altro,
chi è capace di metterti da parte e non sentirsi in colpa.
Eppure non sono capace di accettarlo,
e non credo che sarei capace di essere così.
Parallelamente a questo "episodio" ne succedono altri.
Ad esempio un amico che due giorni fa mi ha mandato una
mail scusandosi del fatto che mi scrive proprio quando
il suo umore non è dei migliori e sfogandosi con me
per alcuni suoi stati d'animo che lo affliggevano.
Ebbene, dopo un pò di confronti, qualche scambio di opinione
e qualche sfogo, mi sono sentita esplodere il cuore di gioia
quando mi ha scritto "Sei incredibile!" e mi ha detto che
stava già meglio solo per il fatto di aver parlato con me...
e quando oggi mi ha ringraziata pubblicamente
mi sono sentita orgogliosa di essergli stata utile.
Allo stesso modo un'altro amico,
solo virtuale ma con cui sento un profondo legame,
in precedenza mi aveva confessato di essere spinto
a scrivermi quando si sentiva giù di corda.
Oppure le amiche che mi chiamano e con cui,
costantemente, ci si tiene aggiornate sulle novità
delle proprie giornate, degli amori, del lavoro, etc.
Proprio una tra loro qualche giorno fa mi ha detto
"tu sei un pò il confessionale per tutti"
e a me questa cosa non dispiace affatto,
perchè se posso dimostrare anche solo con così poco
il mio affetto e la mia amicizia, bèh, eccomi pronta.
Quindi, lo ammetto, non è proprio nella mia natura
il "forse sano egoismo", e non mi calza per niente
un ruolo o un atteggiamento simile.
Io sono un'altruista, io vivo per veder sorridere gli altri,
e continuerò a farlo finchè questo mi basterà per
continuare a sorridere a mia volta.
Bèh, ripensando a ieri sera, mi rendo conto che
una delle cose che più sembravano infastidire
"l'amica" con cui ho avuto il "chiarimento" era
il fatto di non ricevere mai da parte delle altre amiche
una telefonata, un sms, un interessamento a come sta.
Ebbene, qualcuno ha commentato questa cosa dicendomi:
"Ma si è chiesta cosa ha lasciato lei negli altri
per non ricevere ora nulla da nessuno?"
Ebbene, chi semina cicoria non raccoglierà ciliege...
(Questo detto l'ho coniato io, voglio i diritti!!)
Sempre più fiera di me, di ciò che sono e che so dare,
di ciò che nella vita ho seminato e continuo a seminare,
con in mano un bell'innaffiatoio e del buon concime,
penso a tutte quelle amiche che ogni giorno mi pensano,
mi scrivono, mi cercano e si preoccupano per me,
e continuo a coltivare il bel dono dell'amicizia,
lasciando ad altri il "forse sano egoismo".
Solitamente sono spronata a scrivere quando non sto bene, quando un pensiero mi assilla, quando il cuore lacrima, quando la mente non riesce a liberarsi dalle tenebre in cui rimane imprigionata a causa dei "cattivi pensieri".
Come con gli amici, quelli veri, che torno a cercare, magari dopo giorni o settimane, quando qualcosa non va, così succede col mio blog...
Depositare pensieri mi fa sentire più leggera, proprio come parlare con un'amica..
Ed è proprio di "un'amica" che oggi ho bisogno di scrivere..
Ci sono voluti due mesi e mezzo prima che potessi avere la possibilità, l'occasione, di parlare di ciò che è successo, di ciò che ci ha divise, e in tutto questo tempo ho macinato e macerato emozioni, pensieri, punti di vista personali, conclusioni più o meno fondate.
Quasi quattro ore di parole che si libravano nell'aria,
che aleggiavano sulle nostre teste, che rimbalzavano tra di noi,
ma al termine delle quali non è cambiato nulla,
ognuna ferma sulle proprie posizioni, senza compromessi,
senza comprensione del dolore da parte di una,
senza accettazione di un "forse sano egoismo" da parte dell'altra.
"La vita è fatta di priorità"... e in tutti questi mesi
io non sono stata una priorità neanche per un attimo.
E allora mi sovviene un'altra frase che recita così
"Non trattare come priorità chi ti tratta come un'opzione"
E' così che ho cominciato a capire che forse, a volte,
il "forse sano egoismo" tanto male non sarebbe,
che forse vive meglio chi riesce a fare a meno degli altri,
chi cambia "miglior amico" da un giorno all'altro,
chi è capace di metterti da parte e non sentirsi in colpa.
Eppure non sono capace di accettarlo,
e non credo che sarei capace di essere così.
Parallelamente a questo "episodio" ne succedono altri.
Ad esempio un amico che due giorni fa mi ha mandato una
mail scusandosi del fatto che mi scrive proprio quando
il suo umore non è dei migliori e sfogandosi con me
per alcuni suoi stati d'animo che lo affliggevano.
Ebbene, dopo un pò di confronti, qualche scambio di opinione
e qualche sfogo, mi sono sentita esplodere il cuore di gioia
quando mi ha scritto "Sei incredibile!" e mi ha detto che
stava già meglio solo per il fatto di aver parlato con me...
e quando oggi mi ha ringraziata pubblicamente
mi sono sentita orgogliosa di essergli stata utile.
Allo stesso modo un'altro amico,
solo virtuale ma con cui sento un profondo legame,
in precedenza mi aveva confessato di essere spinto
a scrivermi quando si sentiva giù di corda.
Oppure le amiche che mi chiamano e con cui,
costantemente, ci si tiene aggiornate sulle novità
delle proprie giornate, degli amori, del lavoro, etc.
Proprio una tra loro qualche giorno fa mi ha detto
"tu sei un pò il confessionale per tutti"
e a me questa cosa non dispiace affatto,
perchè se posso dimostrare anche solo con così poco
il mio affetto e la mia amicizia, bèh, eccomi pronta.
Quindi, lo ammetto, non è proprio nella mia natura
il "forse sano egoismo", e non mi calza per niente
un ruolo o un atteggiamento simile.
Io sono un'altruista, io vivo per veder sorridere gli altri,
e continuerò a farlo finchè questo mi basterà per
continuare a sorridere a mia volta.
Bèh, ripensando a ieri sera, mi rendo conto che
una delle cose che più sembravano infastidire
"l'amica" con cui ho avuto il "chiarimento" era
il fatto di non ricevere mai da parte delle altre amiche
una telefonata, un sms, un interessamento a come sta.
Ebbene, qualcuno ha commentato questa cosa dicendomi:
"Ma si è chiesta cosa ha lasciato lei negli altri
per non ricevere ora nulla da nessuno?"
Ebbene, chi semina cicoria non raccoglierà ciliege...
(Questo detto l'ho coniato io, voglio i diritti!!)
Sempre più fiera di me, di ciò che sono e che so dare,
di ciò che nella vita ho seminato e continuo a seminare,
con in mano un bell'innaffiatoio e del buon concime,
penso a tutte quelle amiche che ogni giorno mi pensano,
mi scrivono, mi cercano e si preoccupano per me,
e continuo a coltivare il bel dono dell'amicizia,
lasciando ad altri il "forse sano egoismo".
domenica 11 aprile 2010
GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE
Certo che è difficile, dopo una storia lunga e “particolare” come la mia, rientrare nel mondo dei single, delle conquiste, dei corteggiamenti, delle nuove conoscenze e degli approci…
E’ difficile imparare a rapportarsi a nuove persone, a nuovi caratteri, riuscire a capire che ciò che è stata una buona regola per 7 lunghi anni, ora non vale più niente con un’altra persona, pensare che la sicurezza e la tranquillità che caratterizzavano il rapporto di coppia non sono facili da ritrovare in una nuova storia.
Se in più ci aggiungiamo che uomini e donne sono davvero due universi paralleli e diversissimi che caratterialmente non si incontreranno mai, le cose si complicano ancora di più.
A questo proposito, su consiglio di un’amica, presa dallo sconforto del non riuscire a capire gesti ed atteggiamenti di questa nuova persona che frequento, decido di comprare un libro sulle problematiche di coppia che sta andando a ruba ormai da tempo: GLI UOMINI VENGONO DA MARTE LE DONNE DA VENERE.
Ho sempre pensato che non si potesse generalizzare rggruppando gli esseri umani in linee standard, che siccome ognuno di noi è diverso dall’altro non sarà mai possibile disegnare un cerchio per creare ed unire degli “insiemi”, come si faceva a scuola durante alcuni esercizi… ma di che materia erano poi questi esercizi??? Ve li ricordate?
Avevi su una pagina varie figure miste, che potevano essere di frutta, di oggetti, di pallini colorati, di mezzi di locomozione, e tu dovevi racchiudere con una linea quelli che rientravano nella stessa categoria, i cosiddetti “insiemi”… quindi limone, fragola, banana e mela insieme, oppure un autobus, una macchina e una bici, oppure ancora la sveglia, il pigiama e il letto…
Ma dovevi stare attenta, perché magari c’era un tranello… poteva anche essere che fragola, bici e pigiama facessero parte dello stesso insieme, solo perché tutti e tre di colore rosso..
Era tutto abbastanza semplice in quegli esercizi, bastava capire la logica e sapevi esattamente come tracciare la tua linea…
Ebbene, man mano che gli anni passano, caricandomi di esperienze, mi devo rendere conto che è vero, forse non è possibile generalizzare su tutte le persone, ma si possono creare vari “gruppi di insiemi”… e sono davvero poche le persone che ne rimangono fuori, non conformandosi agli stereotipi che purtroppo accomunano la maggioranza.
Ebbene, ho cominciato a leggere questo “saggio” sui rapporti di coppia, sull’essenza maschile e quella femminile, e ho dovuto cominciare ad ammettere che purtroppo è proprio così: gli uomini sono quasi tutti simili tra loro, e lo stesso discorso vale per le donne.
Ci sono atteggiamenti, azioni e reazioni, linee di pensiero (per le donne) e assoluta assenza di pensiero (per gli uomini) su vari argomenti, che sono facilmente uniformabili e che possono essere riconosciuti dagli uni e dalle altre con un minimo impegno, semplicemente pensando che siamo esseri che arrivano da pianeti diversi.
Ciò non vuol dire per forza accettare e tollerare queste diversità, ma almeno comprenderle.
Il problema è che, anche nel momento in cui riesci a metterti in quest’ottica di idee, non è detto che tu riesca o sia disposta ad agire come, secondo il libro, “sarebbe utile” per evitare problemi e dissapori.
Sono solo al quarto capitolo, ce ne sono circa tredici se non sbaglio, e ho già capito una cosa: per quanto mi renda conto di quanta verità sia nascosta tra quelle righe, non posso pensare di vivere la mia vita, il mio rapporto, una conoscenza, un amore, un rapporto sessuale, o qualsiasi altra cosa, pensando a tutto ciò che faccio o dico ed analizzando tutto ciò che viene fatto o detto.
Ho sempre pensato che la spontaneità debba essere alla base di qualsiasi rapporto, che sia sintomo anche di sincerità, di lealtà, perché se puoi permetterti di essere spontanea vuol dire che non hai nulla da nascondere.
Trovo stupido, ridicolo e infantile dover programmare delle strategie per conquistare e tener vicina una persona che ti interessa, anche se poi mi rendo conto che il più delle volte si è costretti a farlo, altrimenti sembra quasi che l’interesse e gli stimoli perdano subito valore.
Bèh, di certo c’è che continuerò a leggere questo libro, che cercherò di trarne i consigli migliori, che cercherò di ricordarmene quando qualcosa proprio non riuscirà a tornarmi nonostante mille ragionamenti “personali e soggettivi”…
Se poi, nonostante tutti gli sforzi, comunque le cose non gireranno, se comunque l’uomo che avrò di fronte non si farà comprendere, se non riuscirò a trovare una via per vivere spontaneamente un buon rapporto, bèh, allora comprerò un bel regalo a questa persona: UN BIGLIETTO DI SOLA ANDATA PER TORNARE SU MARTE!
E’ difficile imparare a rapportarsi a nuove persone, a nuovi caratteri, riuscire a capire che ciò che è stata una buona regola per 7 lunghi anni, ora non vale più niente con un’altra persona, pensare che la sicurezza e la tranquillità che caratterizzavano il rapporto di coppia non sono facili da ritrovare in una nuova storia.
Se in più ci aggiungiamo che uomini e donne sono davvero due universi paralleli e diversissimi che caratterialmente non si incontreranno mai, le cose si complicano ancora di più.
A questo proposito, su consiglio di un’amica, presa dallo sconforto del non riuscire a capire gesti ed atteggiamenti di questa nuova persona che frequento, decido di comprare un libro sulle problematiche di coppia che sta andando a ruba ormai da tempo: GLI UOMINI VENGONO DA MARTE LE DONNE DA VENERE.
Ho sempre pensato che non si potesse generalizzare rggruppando gli esseri umani in linee standard, che siccome ognuno di noi è diverso dall’altro non sarà mai possibile disegnare un cerchio per creare ed unire degli “insiemi”, come si faceva a scuola durante alcuni esercizi… ma di che materia erano poi questi esercizi??? Ve li ricordate?
Avevi su una pagina varie figure miste, che potevano essere di frutta, di oggetti, di pallini colorati, di mezzi di locomozione, e tu dovevi racchiudere con una linea quelli che rientravano nella stessa categoria, i cosiddetti “insiemi”… quindi limone, fragola, banana e mela insieme, oppure un autobus, una macchina e una bici, oppure ancora la sveglia, il pigiama e il letto…
Ma dovevi stare attenta, perché magari c’era un tranello… poteva anche essere che fragola, bici e pigiama facessero parte dello stesso insieme, solo perché tutti e tre di colore rosso..
Era tutto abbastanza semplice in quegli esercizi, bastava capire la logica e sapevi esattamente come tracciare la tua linea…
Ebbene, man mano che gli anni passano, caricandomi di esperienze, mi devo rendere conto che è vero, forse non è possibile generalizzare su tutte le persone, ma si possono creare vari “gruppi di insiemi”… e sono davvero poche le persone che ne rimangono fuori, non conformandosi agli stereotipi che purtroppo accomunano la maggioranza.
Ebbene, ho cominciato a leggere questo “saggio” sui rapporti di coppia, sull’essenza maschile e quella femminile, e ho dovuto cominciare ad ammettere che purtroppo è proprio così: gli uomini sono quasi tutti simili tra loro, e lo stesso discorso vale per le donne.
Ci sono atteggiamenti, azioni e reazioni, linee di pensiero (per le donne) e assoluta assenza di pensiero (per gli uomini) su vari argomenti, che sono facilmente uniformabili e che possono essere riconosciuti dagli uni e dalle altre con un minimo impegno, semplicemente pensando che siamo esseri che arrivano da pianeti diversi.
Ciò non vuol dire per forza accettare e tollerare queste diversità, ma almeno comprenderle.
Il problema è che, anche nel momento in cui riesci a metterti in quest’ottica di idee, non è detto che tu riesca o sia disposta ad agire come, secondo il libro, “sarebbe utile” per evitare problemi e dissapori.
Sono solo al quarto capitolo, ce ne sono circa tredici se non sbaglio, e ho già capito una cosa: per quanto mi renda conto di quanta verità sia nascosta tra quelle righe, non posso pensare di vivere la mia vita, il mio rapporto, una conoscenza, un amore, un rapporto sessuale, o qualsiasi altra cosa, pensando a tutto ciò che faccio o dico ed analizzando tutto ciò che viene fatto o detto.
Ho sempre pensato che la spontaneità debba essere alla base di qualsiasi rapporto, che sia sintomo anche di sincerità, di lealtà, perché se puoi permetterti di essere spontanea vuol dire che non hai nulla da nascondere.
Trovo stupido, ridicolo e infantile dover programmare delle strategie per conquistare e tener vicina una persona che ti interessa, anche se poi mi rendo conto che il più delle volte si è costretti a farlo, altrimenti sembra quasi che l’interesse e gli stimoli perdano subito valore.
Bèh, di certo c’è che continuerò a leggere questo libro, che cercherò di trarne i consigli migliori, che cercherò di ricordarmene quando qualcosa proprio non riuscirà a tornarmi nonostante mille ragionamenti “personali e soggettivi”…
Se poi, nonostante tutti gli sforzi, comunque le cose non gireranno, se comunque l’uomo che avrò di fronte non si farà comprendere, se non riuscirò a trovare una via per vivere spontaneamente un buon rapporto, bèh, allora comprerò un bel regalo a questa persona: UN BIGLIETTO DI SOLA ANDATA PER TORNARE SU MARTE!
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