Avete mai sentito parlare di "Disturbi psicosomatici"?
"La psicosomatica è quella branca della medicina che pone in relazione il mondo emozionale ed affettivo con il soma, occupandosi nello specifico di rilevare e capire l’influenza che l’emozione esercita sul corpo e le sue affezioni.
Nello specifico, le malattie somatiche si realizzano attraverso una espressione diretta del disagio psichico attraverso il corpo. In queste malattie l’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, trovano una via di scarico immediata nel soma: il soggetto non è in grado di “mentalizzare” il disagio psicologico e le emozioni non vengono percepite, pur essendo presenti.
Chi somatizza spesso ha difficoltà a far venire alla luce le emozioni, e difficilmente riferisce sentimenti quali rabbia, paura, delusione, scontentezza, insoddisfazione. Tutte le loro capacità difensive tendono a tener lontani contenuti psichici inaccettabili, a costo di “distruggere” il proprio corpo.
In questo senso una persona, incapace di accedere al suo mondo emotivo, potrebbe non percepire rabbia, frustrazione o stress per una difficile condizione lavorativa e neppure immaginare una possibile connessione tra la sua ulcera e le emozioni o i vissuti relativi al suo lavoro.
Poiché le emozioni si esprimono comunque attraverso il corpo, sia con manifestazioni somatiche, e quindi maggiormente evidenti (tipo le espressioni facciali), sia con manifestazioni vegetative, cioè che agiscono sul sistema nervoso autonomo (battito cardiaco, respiro, sudorazione ecc.), emozioni particolarmente negative protratte nel tempo, possono mantenere il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico) in uno stato di eccitazione e il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo più lungo di quello che l’organismo è in grado di sopportare, andando a provocare dei danni.
Inoltre il sistema immunitario sottoposto a forte stress, riduce la sua efficacia difensiva, e quindi rende l’organismo più vulnerabile alle malattie."
Forse è proprio quello che è accaduto a me...
Appena rientrata dal mio viaggio, dopo solo 3 ore dal mio ingresso in casa, ecco la prima congiuntivite (ne avevo avuto altre prima della mia partenza, ma mai mentre ero in Cammino).
Passata la congiuntivite, dopo solo una settimana, esco per andare a camminare e dopo 20 minuti mi ritrovo con la cervicale completamente bloccata, incapace di muovere testa, collo, spalle, schiena, e così sono rimasta per ben 5 giorni.
Quasi libera dalla cervicale... ecco che torna la congiuntivite, a distanza di neanche 10 giorni..
Eh no, qui qualcosa non va!!!
Mi decido a sentire il parere del medico, le spiego cosa succede e il responso è: troppo stress!
Eh già, io pensavo di essere tranquilla, di aver imparato a rilassare corpo e mente, di non temere così tanto il futuro nonostante non abbia lavoro, perchè una soluzione si trova sempre... ma la mia testa lavora indipendentemente da me e ha deciso di darmi dei segnali per farmi capire che è inutile nascondersi dietro un sorriso di circostanza, inutile fingere che tutto andrà bene, inutile far finta che non ti manchi qualcosa o qualcuno, perchè là dentro invece tutto questo continua a gridare, a gridare forte, talmente forte che le urla rimbombano e si trasformano in disturbi psicosomatici.
Quindi bisogna cambiare metodo, non cercare la cura per il corpo ma per la mente...
Il mio medico prescrive della valeriana, per cominciare a sedare i criceti che in questa testolina non smettono mai di correre e far girare la ruota delle preoccupazioni, ma sappiamo bene che è solo un pagliativo.
La soluzione va trovata dentro di sè, ed è quello che dovrò cercare di fare... eliminare i blocchi emotivi, smettere di fingere di stare bene, imparare a parlare di più di me, imparare a dire di no a chi chiede continui favori se questo limita il mio io, aprire il cuore alle nuove emozioni..
C'è un sacco di lavoro da fare, ma si sa, a me il lavoro non ha mai fatto paura :)
giovedì 29 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
UN LUNGO CAMMINO
Eccoci qui, tornati alla realtà dopo 47 giorni lontana da casa, di cui 41 passati a Pellegrinare in giro per la Spagna..
E' stata un'esperienza travolgente, emozionante, di quelle che ti aprono il cuore, la mente, lo spirito, i sensi!
Tutto lungo il Cammino aveva quella semplicità che ognuno di noi desidererebbe trovare anche nella propria quotidianità:
Alzarsi al sorgere del sole, senza sentire la fatica perchè sei certo che ciò che ti aspetta è un giorno di piccole o grandi emozioni, ma mai un giorno vuoto.
Preparare lo zaino, sapendo che ciò che contiene è solo ciò che realmente serve, perchè hai imparato ad abbandonare, a regalare o a buttare ciò che non è essenziale, ciò che appesantisce.
Fare una buona colazione senza pensare ai chili di troppo, alla linea, perchè l'energia è essenziale per vivere al meglio la giornata, e sai che il tuo fisico espellerà tutto ciò che è superfluo.
Cominciare a camminare, forse con un ipotetico obbiettivo, cosciente del fatto che non è detto che tu lo raggiunga perchè non sai cosa accadrà lungo il Cammino, ma non per questo preoccupato o timoroso dei passi che stai per muovere, perchè nel Cammino nulla accade per caso e tu sai che ogni esperienza servirà a farti crescere.
Arrivare alla "tappa", tra virgolette, perchè non è detto che l'abbia scelta tu o sia dettata dalla tua guida, spesso è il Cammino che sceglie per te.
Buttarsi sotto una bella doccia calda, evitando di sprecare l'acqua, perchè sai che è un bene prezioso e perchè capisci che, chiunque arriverà dopo di te, ha lo stesso tuo desiderio e diritto di godere di quei fantastici 10 minuti di piacere.
Lavare i panni, tutti i giorni o quasi, a mano, perchè per due calzini, un paio di mutande e una maglia è stupido usare la lavatrice, è uno spreco... e lavando scopri che non è neanche poi così male, riempie il tempo libero, ti costringe a prestare cura ai tuoi capi, porta la tua attenzione lontana dai problemi anche se può sembrare un'azione semplice, perchè ti porta a concentrarti su un gesto semplice ma impegnativo.
Cenare.. a volte sola, a volte con uno o due pellegrini, a volte con altri 20... e ogni volta scoprire il piacere di quel momento, perchè se sei sola gusti la cena accompagnata dai tuoi pensieri, con poche persone gusti la cena e le piccole confidenze, se si è in 20 gusti la cena e l'allegria che inevitabilmente si diffonde in un gruppo di persone che, al momento, hanno solo positività da trasmettere.
Anche andare a letto presto diventa piacevole. All'inizio era difficile anche solo pensarlo, ma poi diventa naturale che alle 22 si spengano le luci e tutti dormano, e se proprio non riesci a dormire c'è sempre un buon libro a farti compagnia, o il tuo diario su cui tutti i giorni imprimi emozioni, o anche solo il ricordo di ciò che è accaduto durante il giorno, di chi hai conosciuto, delle nuove cose che hai imparato.
Tutto è semplice, tutto è spontaneo, e proprio per questo tutto è positivo.
Ma tornare alla realtà non è così semplice, non è spontaneo, e forse proprio per questo ha ben poco di positivo.
Mancano tutti quei piccoli gesti che fino a qualche giorno prima riempivano le giornate, mancano le persone, mancano le occasioni di confrontarsi, manca il timore ma anche l'eccitazione di parlare lingue diverse dalla propria, manca la naturalezza del "movimento" e del conseguente "nutrirsi liberamente".
Ma soprattutto manca la leggerezza..
Tornata a casa sono stata travolta dai doveri, dalle aspettative altrui, dagli impegni, dagli incontri voluti o dovuti, dalla preoccupazione per un futuro incerto, dalla consapevolezza che la vita è paragonabile al Cammino, ma non è il Cammino.
E allora faccio finta di essere tornata a quel 26 settembre a St. Jean Pied de Port, laddove cominciò il mio Cammino, e fingo che, come allora, nulla mi sia chiaro di ciò che mi aspetta e imparo a vivere giorno per giorno in base a ciò che la vita mi presenta, certa che nulla accade per caso.
Questo è il mio nuovo Cammino, senza meta, senza certezze, senza Compostela ad attendermi... un Cammino tutto da vivere e da scoprire.
E' stata un'esperienza travolgente, emozionante, di quelle che ti aprono il cuore, la mente, lo spirito, i sensi!
Tutto lungo il Cammino aveva quella semplicità che ognuno di noi desidererebbe trovare anche nella propria quotidianità:
Alzarsi al sorgere del sole, senza sentire la fatica perchè sei certo che ciò che ti aspetta è un giorno di piccole o grandi emozioni, ma mai un giorno vuoto.
Preparare lo zaino, sapendo che ciò che contiene è solo ciò che realmente serve, perchè hai imparato ad abbandonare, a regalare o a buttare ciò che non è essenziale, ciò che appesantisce.
Fare una buona colazione senza pensare ai chili di troppo, alla linea, perchè l'energia è essenziale per vivere al meglio la giornata, e sai che il tuo fisico espellerà tutto ciò che è superfluo.
Cominciare a camminare, forse con un ipotetico obbiettivo, cosciente del fatto che non è detto che tu lo raggiunga perchè non sai cosa accadrà lungo il Cammino, ma non per questo preoccupato o timoroso dei passi che stai per muovere, perchè nel Cammino nulla accade per caso e tu sai che ogni esperienza servirà a farti crescere.
Arrivare alla "tappa", tra virgolette, perchè non è detto che l'abbia scelta tu o sia dettata dalla tua guida, spesso è il Cammino che sceglie per te.
Buttarsi sotto una bella doccia calda, evitando di sprecare l'acqua, perchè sai che è un bene prezioso e perchè capisci che, chiunque arriverà dopo di te, ha lo stesso tuo desiderio e diritto di godere di quei fantastici 10 minuti di piacere.
Lavare i panni, tutti i giorni o quasi, a mano, perchè per due calzini, un paio di mutande e una maglia è stupido usare la lavatrice, è uno spreco... e lavando scopri che non è neanche poi così male, riempie il tempo libero, ti costringe a prestare cura ai tuoi capi, porta la tua attenzione lontana dai problemi anche se può sembrare un'azione semplice, perchè ti porta a concentrarti su un gesto semplice ma impegnativo.
Cenare.. a volte sola, a volte con uno o due pellegrini, a volte con altri 20... e ogni volta scoprire il piacere di quel momento, perchè se sei sola gusti la cena accompagnata dai tuoi pensieri, con poche persone gusti la cena e le piccole confidenze, se si è in 20 gusti la cena e l'allegria che inevitabilmente si diffonde in un gruppo di persone che, al momento, hanno solo positività da trasmettere.
Anche andare a letto presto diventa piacevole. All'inizio era difficile anche solo pensarlo, ma poi diventa naturale che alle 22 si spengano le luci e tutti dormano, e se proprio non riesci a dormire c'è sempre un buon libro a farti compagnia, o il tuo diario su cui tutti i giorni imprimi emozioni, o anche solo il ricordo di ciò che è accaduto durante il giorno, di chi hai conosciuto, delle nuove cose che hai imparato.
Tutto è semplice, tutto è spontaneo, e proprio per questo tutto è positivo.
Ma tornare alla realtà non è così semplice, non è spontaneo, e forse proprio per questo ha ben poco di positivo.
Mancano tutti quei piccoli gesti che fino a qualche giorno prima riempivano le giornate, mancano le persone, mancano le occasioni di confrontarsi, manca il timore ma anche l'eccitazione di parlare lingue diverse dalla propria, manca la naturalezza del "movimento" e del conseguente "nutrirsi liberamente".
Ma soprattutto manca la leggerezza..
Tornata a casa sono stata travolta dai doveri, dalle aspettative altrui, dagli impegni, dagli incontri voluti o dovuti, dalla preoccupazione per un futuro incerto, dalla consapevolezza che la vita è paragonabile al Cammino, ma non è il Cammino.
E allora faccio finta di essere tornata a quel 26 settembre a St. Jean Pied de Port, laddove cominciò il mio Cammino, e fingo che, come allora, nulla mi sia chiaro di ciò che mi aspetta e imparo a vivere giorno per giorno in base a ciò che la vita mi presenta, certa che nulla accade per caso.
Questo è il mio nuovo Cammino, senza meta, senza certezze, senza Compostela ad attendermi... un Cammino tutto da vivere e da scoprire.
giovedì 2 agosto 2012
BEN
Sono passati 10 anni e mezzo da quando sei entrato in casa mia,
le mie gatte hanno dovuto imparare ad accettarti,
ho dovuto imparare a condividere anche con te spazi e cose...
e ho dovuto anche imparare a sopportare tutti quei dispetti
che mi facevi quando non ti sentivi considerato!
Meritavi di più, lo so,
e io non ho saputo essere all'altezza...
Sono passati 10 anni e mezzo, e non ero ancora pronta al tuo addio,
non ci siamo nemmeno salutati come avrei voluto...
Mi mancherai, lo sai? Mi mancherà tutto di te,
anche quelle piccole cose che prima sembravano infastidirmi..
anche quelle piccole cose che prima sembravano infastidirmi..
Ti voglio bene Ben!!!
martedì 31 luglio 2012
SOTTO LE MACERIE
Crolla tutto... e io vengo sepolta dalle macerie..
Dopo 7 mesi di intenso lavoro, dopo aver dato anima e corpo e aver creduto ardentemente in ciò che facevo, ecco che in un attimo tutto sembra inutile...
Non serve a nulla dare il 200%, non serve sentirsi parte integrante di un progetto, non serve l'impegno nel superare le difficoltà interpersonali...
Tutto viene soffiato via da poche semplici parole "Licenziata per giustificato motivo oggettivo"!
Bisogna ricominciare da capo, per l'ennesima volta, ma stavolta non è stata una scelta, mi sono ritrovata nell'occhio del ciclone non per mia volontà!
Per la prima volta nella mia vita, dopo 20 anni dal mio primo impiego, mi ritrovo senza lavoro, ed è una sensazione che mai avrei voluto provare..
Ma la vita a quanto pare ci tiene a farti provare le esperienze più svariate, ci prova gusto a metterti alla prova... è proprio vero che difficilmente ti ripropone la stessa minestra per due volte di seguito..
E ok, mangiamocela sta minestra, anche se, ormai da due settimane, il solo pensiero di mangiare mi fa venire il voltastomaco!
Tocco il fondo, scavo un pò, e cerco lo slancio per ripartire!
Dopo 7 mesi di intenso lavoro, dopo aver dato anima e corpo e aver creduto ardentemente in ciò che facevo, ecco che in un attimo tutto sembra inutile...
Non serve a nulla dare il 200%, non serve sentirsi parte integrante di un progetto, non serve l'impegno nel superare le difficoltà interpersonali...
Tutto viene soffiato via da poche semplici parole "Licenziata per giustificato motivo oggettivo"!
Bisogna ricominciare da capo, per l'ennesima volta, ma stavolta non è stata una scelta, mi sono ritrovata nell'occhio del ciclone non per mia volontà!
Per la prima volta nella mia vita, dopo 20 anni dal mio primo impiego, mi ritrovo senza lavoro, ed è una sensazione che mai avrei voluto provare..
Ma la vita a quanto pare ci tiene a farti provare le esperienze più svariate, ci prova gusto a metterti alla prova... è proprio vero che difficilmente ti ripropone la stessa minestra per due volte di seguito..
E ok, mangiamocela sta minestra, anche se, ormai da due settimane, il solo pensiero di mangiare mi fa venire il voltastomaco!
Tocco il fondo, scavo un pò, e cerco lo slancio per ripartire!
martedì 26 giugno 2012
3 ANNI...
E' una tranquilla domenica pomeriggio di giugno inoltrato,
corro a raggiungere il mio coro gospel per cantare
in una calda ma inaspettatamente affollata Milano...
In realtà la voglia non è molta, strane sensazioni
mi tolgono l'entusiasmo di fare ciò che amo,
ma tutto appare inspiegabile, quindi trascurabile.
A inizio concerto, un viso conosciuto tra la gente,
un amico comune che non vedevo da un pò...
Canto e cerco di non curarmi degli sguardi,
canto e penso al solo piacere di farlo...
Dopo il concerto, inevitabilmente, mi tocca salutare...
Le solite frasi di rito: Come va? Il lavoro? Le serate?
Ma vivi sempre lì, a casa vostra?
NO, a casa MIA!
Poi quella domanda che mi premeva da un pò...
"Ma loro continuano a stare insieme?"
Un sorriso sarcastico, una risatina, e poi la doccia fredda:
"Certo, sì, ora convivono, hanno preso un appartamento"
Splash!!! Che botta!
Sono passati 3 anni... 3 anni esatti...
Eppure un tuffo al cuore c'è stato...
Non so cosa faccia più male,
se la consapevolezza che ciò che era mio
ora è completamente di un'altra,
o se la presa di coscienza che,
mentre loro avanzano felicemente io,
a distanza di 3 anni, sono ancora sola...
Mi chiedo perchè...
Perchè chi è stato capace di fare tanto male
da 3 anni vive e si gode l'amore,
e io che non ho mai fatto male a nessuno
continuo a vivere immersa nel dolore...
Non il dolore per la perdita, non il dolore della gelosia,
solo il dolore di chi vorrebbe amare ed essere amata
e invece non riesce a trovare e rimane sola...
"Tanti auguri a lei, che ora sta con te,
Tanti auguri a lei e la festa è finita, tanti auguri..."
corro a raggiungere il mio coro gospel per cantare
in una calda ma inaspettatamente affollata Milano...
In realtà la voglia non è molta, strane sensazioni
mi tolgono l'entusiasmo di fare ciò che amo,
ma tutto appare inspiegabile, quindi trascurabile.
A inizio concerto, un viso conosciuto tra la gente,
un amico comune che non vedevo da un pò...
Canto e cerco di non curarmi degli sguardi,
canto e penso al solo piacere di farlo...
Dopo il concerto, inevitabilmente, mi tocca salutare...
Le solite frasi di rito: Come va? Il lavoro? Le serate?
Ma vivi sempre lì, a casa vostra?
NO, a casa MIA!
Poi quella domanda che mi premeva da un pò...
"Ma loro continuano a stare insieme?"
Un sorriso sarcastico, una risatina, e poi la doccia fredda:
"Certo, sì, ora convivono, hanno preso un appartamento"
Splash!!! Che botta!
Sono passati 3 anni... 3 anni esatti...
Eppure un tuffo al cuore c'è stato...
Non so cosa faccia più male,
se la consapevolezza che ciò che era mio
ora è completamente di un'altra,
o se la presa di coscienza che,
mentre loro avanzano felicemente io,
a distanza di 3 anni, sono ancora sola...
Mi chiedo perchè...
Perchè chi è stato capace di fare tanto male
da 3 anni vive e si gode l'amore,
e io che non ho mai fatto male a nessuno
continuo a vivere immersa nel dolore...
Non il dolore per la perdita, non il dolore della gelosia,
solo il dolore di chi vorrebbe amare ed essere amata
e invece non riesce a trovare e rimane sola...
"Tanti auguri a lei, che ora sta con te,
Tanti auguri a lei e la festa è finita, tanti auguri..."
mercoledì 20 giugno 2012
MANGIA, PREGA, AMA...
Fossi capace di fare almeno una delle tre cose, senza rimorsi, senza paure, senza riserve...
E invece...
Non mangi come vorresti, perchè in questo mondo che punta soprattutto all'apparenza, una donna single di quasi 40 anni non può permettersi di perdere di vista la linea, non può permettersi di indossare una tuta e scarpe da tennis, non può permettersi di mostrarsi con il mollettone in testa...
Non preghi, perchè non ne sei più capace, ti senti ipocrita a farlo solo quando senti che stai perdendo ogni forza, perchè chi prega davvero dovrebbe farlo sempre, non solo quando ha bisogno di qualcosa...
Non ami... perchè amare ha fatto tanto, troppo male, ha lasciato cicatrici che, per quanto tu possa nascondere con un trucco perfetto, fanno male ad ogni cambio del tempo...
Non ami... perchè hai paura, perchè hai lottato tanto per trovare te stessa e hai paura di perderti...
O forse solo perchè, in realtà, non hai ancora trovato nessuno in grado di curare le tue cicatrici, o semplicemente sopportare le tue smorfie di dolore quando fanno male... qualcuno che ti dimostri che tu vali, al di là dell'apparenza, che sia pronto a donarsi, a corteggiarti e permetterti di corteggiare, che abbia voglia di condividere qualcosa (oltre al letto)... non hai ancora trovato nessuno che ti piaccia davvero e che, come te, abbia voglia di amare...
E allora, così come nel libro, nel film, senti il bisogno di cambiare qualcosa... o forse tutto... e la voglia è quella di mollare ogni cosa e partire, andare lontano, ricominciare da capo, imparare di nuovo cos'è la vita, cos'è l'amore...
E invece...
Non mangi come vorresti, perchè in questo mondo che punta soprattutto all'apparenza, una donna single di quasi 40 anni non può permettersi di perdere di vista la linea, non può permettersi di indossare una tuta e scarpe da tennis, non può permettersi di mostrarsi con il mollettone in testa...
Non preghi, perchè non ne sei più capace, ti senti ipocrita a farlo solo quando senti che stai perdendo ogni forza, perchè chi prega davvero dovrebbe farlo sempre, non solo quando ha bisogno di qualcosa...
Non ami... perchè amare ha fatto tanto, troppo male, ha lasciato cicatrici che, per quanto tu possa nascondere con un trucco perfetto, fanno male ad ogni cambio del tempo...
Non ami... perchè hai paura, perchè hai lottato tanto per trovare te stessa e hai paura di perderti...
O forse solo perchè, in realtà, non hai ancora trovato nessuno in grado di curare le tue cicatrici, o semplicemente sopportare le tue smorfie di dolore quando fanno male... qualcuno che ti dimostri che tu vali, al di là dell'apparenza, che sia pronto a donarsi, a corteggiarti e permetterti di corteggiare, che abbia voglia di condividere qualcosa (oltre al letto)... non hai ancora trovato nessuno che ti piaccia davvero e che, come te, abbia voglia di amare...
E allora, così come nel libro, nel film, senti il bisogno di cambiare qualcosa... o forse tutto... e la voglia è quella di mollare ogni cosa e partire, andare lontano, ricominciare da capo, imparare di nuovo cos'è la vita, cos'è l'amore...
martedì 12 giugno 2012
...E POI...
...e poi ci sono quelle volte in cui proprio non ce la fai...
Vivi la giornata nell'attesa che finisca...
Annulli gli impegni perchè non hai voglia di nulla...
Cedi all'apatia perchè è più forte del coraggio...
Ti abbandoni a ciò che senti, anche se fa male...
Perdi tutta quella forza che credevi di avere...
Ti ritrovi sola con te stessa...
e non sei una buona compagnia...
...e poi... ti ritrovi immersa nelle tue lacrime,
incapace di arrestarle, ripensando a mille cose...
Pensi a tutto ciò che hai detto, fatto, creduto, sperato...
E devi renderti conto che nulla puoi contro il destino...
...e poi ti chiedi perchè...
Perchè questo cazzo di destino ha deciso che devi essere sola,
così tanto, così a lungo...
...e poi... speri che anche questa volta passi,
come tutte le altre, che passi in fretta e che il coraggio torni,
il coraggio di vivere senza poter condividere...
Vivi la giornata nell'attesa che finisca...
Annulli gli impegni perchè non hai voglia di nulla...
Cedi all'apatia perchè è più forte del coraggio...
Ti abbandoni a ciò che senti, anche se fa male...
Perdi tutta quella forza che credevi di avere...
Ti ritrovi sola con te stessa...
e non sei una buona compagnia...
...e poi... ti ritrovi immersa nelle tue lacrime,
incapace di arrestarle, ripensando a mille cose...
Pensi a tutto ciò che hai detto, fatto, creduto, sperato...
E devi renderti conto che nulla puoi contro il destino...
...e poi ti chiedi perchè...
Perchè questo cazzo di destino ha deciso che devi essere sola,
così tanto, così a lungo...
...e poi... speri che anche questa volta passi,
come tutte le altre, che passi in fretta e che il coraggio torni,
il coraggio di vivere senza poter condividere...
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